Dilemma estivo: mare o montagna?

Avete mai visto il film “ritorno al futuro”?
Vi va di salire a bordo della DeLorean e tornare indietro nel tempo?
Dopo aver raccontato l’ultimo viaggio della Stupefamiglia nell’Isola, si torna indietro alle vacanze di fine evacanza mare montagnastate tipiche di questa stramba famiglia: ferragosto in montagna!
Quando tutto il mondo si accalca nelle spiagge assolate, la Stupefamiglia (Atpco in particolare) si diverte ad andare in alta quota tra laghi e fiumi (soprattutto di vino e polenta – ottimo metodo per sedare  le proteste di Lenticchia che si vorrebbe parte della calca nelle spiagge assolate).

Ogni estate c’è un dilemma estivo: se andare al mare o andare ai monti*.

 

 

All’improvviso e all’ultimo momento, come da prassi nella Stupefamiglia, e soprattutto a causa dell’incomunicabilità che regna sovrana dall’arrivo di Pulcina:
Atpco:”E se sfruttassimo il ponte di ferragosto per andare in vacanza?
Lenticchia:” e le bimbe dove le lasciamo?
Atpco: “No verrebbero con noi.. dove vorresti andare?
Lenticchia:”al mare
Terry:”BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Atpco:”Non si urla!
Maggie:”Terry dammelo a me quel gioco
Terry:”ho detto di NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Lenticchia:”Adesso arrivo io!
Pulcina (staccata dal ciuccio naturale):”UEEEEEEEEEEEEEE

 

Dobbiamo decidere.*

 

Risultato? Atpco intorno alle 23 di una notte estiva come tante prenota una casa in montagna, destinazione: Valle Maira (mai visitata). Casa prenotata su Airbnb facendo due sole domande:

 

  1. Vorremmo sapere se l’appartamento è libero nel periodo indicato e se l’appartamento è provvisto di biancheria e lenzuola.
  2. Inoltre è presente il barbecue?

Le risposte non si sono fatte attendere:

  • Nella casa non ci sono lenzuola né asciugamani, fornisco invece tovaglia e strofinaccio per la cucina.
  • Mi dispiace ma la mia casa non è attrezzata (per il barbecue ndr) e non c è un posto all’aperto di mia proprietà.

PRESA!!!

A dirla tutta Atpco non aveva tanta scelta e alla fine si è lasciato guidare dal cul dall’istinto!
La casa in montagna non era una casa normale ma un luogo speciale curato dal Fai che la definisce:

… casa villaggio, una grande costruzione che raggruppa un insieme di abitazioni, fienili e stalle sotto un unico tetto sostenuto, all’interno, da colonne rotonde tra le quali si sviluppa in salita un camminamento coperto.

 

Io e te nell’eremo.

 

Si trattava di 6 appartamenti sotto un unico tetto e di una vecchina (un po’ sorda) che gestiva il tutto anche se gli appartamenti non erano i suoi.
E se fuori l’aspetto era assai particolare, dentro lo era ancor di più.
Sembrava davvero di essere tornati al secolo scorso.

I primi 10 minuti di Atpco nella casa sono trascorsi accendendo interruttori e attaccando spine a raffica (l’appartamento era anche molto buio), con lo stesso impeto con cui Giovanni Allevi suona il pianoforte. Frigorifero? staccato. Scaldabagno ? staccato. Tv? Staccata. Stufa? Staccata. Interruttore Generale? Staccato. Salvavita? Staccato. Contatore Elettricità ? Staccato.

Sono scettico: il decoder lì non va.*

C’era una tv di montagnatv analogica da 14 pollici con un decoder del digitale terrestre che prendeva solo 3 canali (rai1/rai2/rai news) ma la Stupefamiglia era così ben fornita di libri e colori da non sentirne la mancanza e il bisogno di accenderla.

Non c’era segnale 4G, nè 3G, ma neanche 2G e manco 1G.  Atpco si interrogava continuamente sul perchè di questa punizione divina (aveva degli impegni online da rispettare) ma poi, al 2 giorno, ha scoperto una WIFI libera che gli ha permesso di respirare al mattino prima di andare in apnea senza connessione per il resto del giorno quando erano in giro per passeggiare.

Partirò, partirò.*

Due stufe, una a pellet e una a legna, fanno immaginare il freschetto della casa. Letti alti con la rete a molla, armadi senza ante ma con le tendine, cucina a gas con la bombola e da accendere con i fiammiferi, scaldabagno da 10l, lavatrice coi bottoni e, tra i vari reperti con cui aprire un museo, l’elenco telefonico SIP del 1984 e un ferro da stiro a carbone.

Atpco sostiene che in fondo avere la stufa accesa in pieno agosto, mangiare polenta concia, desiderare una coperta in più per dormire e vivere immersi in queste stranezze ha soltanto reso più esotica la vacanza. Un po’ come quelli che in inverno vanno alle Canarie per il caldo (il paragone non regge tantissimo ma non diteglielo).

Sì l’ho visto ieri a Quark*.

 

Nonostante tutte queste particolarità, la vacanza è stata persino istruttiva. Ecco cosa i nostri pessimi genitori hanno imparato:

  • non si spreca l’acqua. Le istruzioni della casa dicevano: lo scaldabagno basta per una doccia “normale”. Non si sa quali siano gli standard di normalità cui si riferisce il proprietario ma con 10 litri d’acqua si riuscivano a fare la doccia 2 bimbe e 1 adulto chiudendo regolarmente i rubinetti per insaponarsi: zero sprechi, rispetto per l’ambiente e un po’ di fresco. Risultato: Lenticchia ha sempre fatto la doccia fredda sognando che fosse la giusta conclusione di una giornata al sole in spiaggia e non la beffa dopo una giornata passata a fare lo stambecco tra i monti.
  • i bambini a 3 anni camminano. Per scelta, Lenticchia e Atpco hanno lasciato a casa lo zaino portabebè. Volevano togliere qualunque scusa a Terry e fare in modo che camminasse come la sorella che anni prima stupì i suoi genitori trottando in Val Formazza mattina e sera.
    Terry non l’ha presa benissimo ma dopo un po’ si è sbloccata e ha camminato senza troppi problemi, inseguendo la sorella.
  • i bambini camminano ma non sono capre.  Ok camminano, ma fare 30 km in 3 giorni non è dura salitaforse consigliabile. Così come non è consigliabile camminare dalle 10:30 del mattino alle 18:30 con una sola pausa di 30 minuti per il pranzo.
    L’incomunicabilità sta diventando un problema. Il secondo giorno Atpco propone un tour dei borghi della valle Maira che, secondo le indicazioni ottimistiche delle guide locali, un adulto compie in 3h. Quando avevano percorso circa il 40% dell’itinerario Atpco mostra la mappa a Lenticchia dicendole:”Siamo qui… dobbiamo ancora fare tutta questa strada” (ammiccando nella speranza che Lenticchia capisse che la sua non era proprio stanchezza, ma proprio voglia di andarsene a riposare!). Lenticchia capisce ‘Questo qua non vuole rinunciare … cheppall ok, facciamolo contento‘ e dice:”Ok, va bene“. Atpco insiste: “Ma sei sicura, il giro è lungo, bisogna salire, scendere, tanta strada, 5 borghi, bambine stanche.” Lenticchia era proprio determinata a non deludere la sua dolce metà perciò con un finto entusiasmo: “ma si andiamo! Dai bimbe gambe in spalla!montagna
    Dopo 5 ore di salite, discese, fiumi da guadare, pietraie da saltare , Terry ha cominciato uno sciopero stile Radicali: inflessibile e facendo un sacco di casino. Appena capiva che il sentiero che stava faticosamente percorrendo non era l’ultimo cominciava a piangere:”noooooo il sentiero nooooo“. Atpco alla fine, impietosito, si è arreso e l’ha portata in braccio per l’ultimo pezzo.

Per fortuna a casa aveva una bella doccia fredda rinvigorente che l’aspettava.

 

*I titoli del post sono presi da “Ignudi fra i nudisti” di EELST

 

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